Il Cigno nero di Nassim Nicholas Taleb

“Non si può prevedere tutto”

Ed altre cose difficili da ammettere…

Riccardo Fioroni

30 Aprile 2021

I due rumori più fragorosi mai uditi sulla Terra, provengono dall’Indonesia.
Fortunati oh, dateci i numeri del lotto!

 

Il più forte di tutti avvenne nel 1815, con l’esplosione del vulcano Tambora.
Il boato e la quantità di materiale vulcanico rigettato sulla Terra creò danni incalcolabili, il pulviscolo offuscò il Sole per svariato tempo e le temperature crollarono vertiginosamente, causando un anno senza estate.

 

Si dice che il terreno reso impraticabile dalle alluvioni del Tambora, abbia fatto perdere Napoleone a Waterloo impedendo l’attuazione delle tattiche che il condottiero utilizzava sparando palle di cannone nel terreno, spiazzandolo.

 

In una villa in Svizzera, durante una gara tra amici per scrivere il romanzo più bello, indetta per la pioggia incessante che non permetteva di uscire, vinse una ragazza chiamata Shelley, con un libro intitolato “Frankenstein”; era talmente piaciuto che qualcuno le fece “Ehi ma perché non lo pubblichi?”

 

E infine, un barone, Karl Von Drais, per sopperire alla “strage” di cavalli che morivano di inedia per la scarsità dei raccolti, ebbe l’idea di aggiungere uno sterzo a due ruote tenute da un asse di legno, e venne chiamata “Draisina”, antesignana della bicicletta.

 

Il cielo si colorava di sfumature profonde a causa della polvere del vulcano che rifletteva la luce del Sole, e per mesi si ebbero tramonti di un colore arancione intenso.
Molte persone, non comprendendo il fenomeno, ne rimasero impressionate, chiamando i servizi d’ordine per denunciare la presenza di grandissimi incendi all’orizzonte.

Il vulcano che sconfisse Napoleone, che creò Frankenstein, che diede vita all'antenata della bicicletta e che lasciò il Mondo intero senza estate

Quali sono le particolarità di quest’evento così devastante quanto, nei suoi risvolti, affascinante?

Che è un evento isolato, che non rientra nel campo delle normali aspettative. Che un’eruzione possa creare danni è risaputo, ma addirittura cancellare per un anno l’estate, è una cosa più unica che rara.

 

Ha un impatto enorme, a livello climatico, ambientale e di adattamento delle persone, generando situazioni disagianti.

 

Nonostante sia una cosa incontrollabile, ci prendiamo la briga di rielaborarlo a posteriori per renderlo spiegabile e prevedibile. “Ma si, avessimo visto i segnali, gli uccelli che volavano via, qualche scossa di terremoto…avremmo potuto difenderci meglio”.

 

Traducendo tutto questo in economia, Nassim Taleb nel suo libro affronta proprio questa particolare casistica di eventi, ovvero quelli incalcolabili e assolutamente casuali, che però hanno un effetto devastante, e sono detti per l’appunto, “Cigni Neri”.

 

Per dare un’idea della loro portata, la crisi economica del 2008 è stata definita un “Cigno Nero”.

 

"La logica del Cigno nero rende ciò che non si sa molto più importante di ciò che si sa"

 

Più che analizzare i singoli eventi, il libro si sofferma sulla nostra “cecità” (per usare un termine caro al Nobel per la Letteratura Josè Saramago), al caso, alle grandi deviazioni dalla normalità degli eventi, perché sembriamo non esserne mai veramente consapevoli.

 

La lettura di eventi casuali sfugge alla nostra comprensione, e il libro cerca di analizzare la propensione dell’uomo ad accettare qualcosa che sfugge al suo calcolo.
Siamo inconsapevolmente arroganti davanti a ciò che pensiamo di sapere, e un evento che sfugge al nostro calcolo o al nostro sapere, è visto più come un pericolo che come uno spunto.

 

Il libro la definisce “arroganza epistemica” (relativa al sapere), e ha una doppia valenza: da una parte ci porta a sopravvalutare quello che conosciamo, sottovalutando l’incertezza, e soprattutto, non rende calcolabile l’evento inatteso, di conseguenza esso risulterà più imprevedibile.

 

Questo è sinonimo di un’immobilità del pensiero, che ci porta difficilmente a cambiare le nostre teorie, ed è chiamata “persistenza della credenza”.

cigno

E che succede quando si sbaglia previsione?

 

Ci si dice che il gioco era diverso, che i dati erano nascosti ai più! Oppure che quello che è successo non rientrava nel sistema, il dato non era prevedibile e non è colpa di nessuno, la prossima volta non succederà!
O ancora peggio, il teorizzare di essere comunque vicini alla previsione di quell’evento a posteriori, e questo ci riporterà sempre a fare lo stesso errore.

 

Questi meccanismi umani hanno una ripercussione anche nella sfera aziendale, dipendente dalla pianificazione.
Infatti i piani falliscono perché sottovalutiamo l’incertezza dei fattori che non rientrano nel piano. La routine facilita il processo di previsione, ma con ogni innovazione aggiunta è impossibile fare piani affidabili a lungo termine.

Ciò non vuol dire rinunciare alla pianificazione, ma riconoscere i propri limiti!

Quello che non conosciamo ci fa paura, e tendiamo a catalogarlo.

 

Il libro ci invita a dubitare, anche mettendoci in gioco, portandoci a dire “Non lo so”, piuttosto che continuare a credere di poter organizzare e prevedere il flusso dinamico della vita e degli eventi.

I “Cigni Neri” esistono e sono declinabili in tutti gli ambiti.

 

Ci sono eventi che non possiamo effettivamente prevedere, e dobbiamo semplicemente essere pronti a combatterli se accadono.

 

Le tue armi migliori, puoi trovarle qui sotto

Articoli recenti

le armi della persuasione

99books : Le armi della persuasione. di R. Cialdini

Cialdini decise di studiare le tecniche persuasive dei manipolatori, come venditori, negoziatori ed esattori: si fece assumere come venditore e si fece insegnare le tecniche ed i metodi per ottenere risposte positive dai clienti e vendere di più.

Gli anni di “osservazione partecipante” servirono a Cialdini a sperimentare che esistono migliaia di tattiche per farsi dire di sì, ma che la maggior parte di queste rientra in 6 categorie di base, che ha svelato appunto nel suo “Le armi della persuasione”.

Read More »

99books : Hooked. di N. Eyal

Come hanno fatto la tecnologia e il mercato a cambiare le nostre abitudini senza che ce ne accorgessimo? Nir Eyal, ci spiega le tecniche con cui si può instillare un’abitudine nelle persone, attraverso uno schema di 4 passaggi.

Read More »