Draghi che mangiano la luna

La minaccia dell’inquinamento e i possibili rimedi

Riccardo Fioroni

Riccardo Fioroni

Curioso di natura, mi piace tutto quello che non conosco. Unica eccezione le assicurazioni, di cui scrivo e di cui sono appassionato, pur conoscendole!

Nell’antica Cina non era raro trovare persone che durante un’eclissi lunare sbattessero pentolacce e oggetti rumorosi, o che addirittura sparassero cannonate verso il cielo. Questo perché si pensava che il fenomeno fosse dovuto a dei draghi che tentavano di mangiare la Luna, e quindi ogni mezzo era lecito per spaventarli. I cinesi studiavano da più di duemila anni il cielo notturno e le orbite di stelle e pianeti, tuttavia erano terrorizzati da questa credenza popolare. Parliamo di paure irrazionali, che rientrano solo nella nostra suggestione e che in realtà, se ci fermiamo a pensarci, non hanno nulla di reale. 

 

Quante volte succede anche a noi di avere paura di cose che in realtà non sono reali pericoli, o che sono frutto di nostre suggestioni e paure?

Di sicuro molte più volte di quanto non accade con i pericoli reali.

Facendo un crossover con il folklore cinese, potremmo dire che per quanto riguarda la questione dell’ambiente, sia tutto al contrario. Nessuno crede che ci siano dei draghi che stanno divorando la Luna, eppure questi ci sono davvero!

Da anni il tema è dibattuto e affrontato, tuttavia grandi limiti di costume e di società fanno andare a rilento i piani per un mondo più ecosostenibile e “green”.

Oggi ci soffermeremo sui mezzi di trasporto, vera e propria spina nel fianco delle grandi metropoli.

È un settore che ancora fa un largo uso dei combustibili fossili, dove molte infrastrutture sono realizzate con dispendio di biossido di carbonio e che vive grazie allo stile di vita di molte persone che è fortemente dipendente dalle auto. Da tempo si cerca di sostituire le emissioni provocate dai trasporti con i cosiddetti “spostamenti attivi”, ovvero le bici, sia normali che elettriche, qualunque mezzo non inquinabile o i nostri piedi. 

Sono spostamenti economici, ecologici e soprattutto ci risparmierebbero ore e ore della nostra vita nel traffico urbano.

Una ricerca del dipartimento di Oxford dedicato agli studi sui trasporti, ha dimostrato che le persone che camminano o vanno in bicicletta, hanno una minore impronta di carbonio derivante dai viaggi quotidiani.

Cos’è l’impronta di carbonio? È un indicatore ambientale che misura l’impatto delle attività umane sull’ambiente ed in particolare sul clima globale; esprime quantitativamente gli effetti prodotti sul clima da parte dei cosiddetti gas serra generati dalle varie attività umane nelle quali si utilizzano grandi quantità di combustibili fossili che bruciando producono anidride carbonica.

Sono state osservate circa 4.000 persone dislocate tra alcune città, quali Londra, Anversa, Barcellona, Zurigo, Vienna, Orebro, Roma. Nell’arco di due anni (2014-2016) i partecipanti hanno appuntato su dei “diari di viaggio” tutti i loro spostamenti e che mezzi avessero usato.

 

Da queste annotazioni, è stato appurato che chi pedalava su base quotidiana ha prodotto l’84% di emissioni di carbonio in meno rispetto a chi non pedalava.

 

Inoltre, passando dall’auto alla bicicletta per un solo giorno alla settimana, si è calcolato che una persona può ridurre la propria impronta di carbonio di 3,2 Kg di CO2, che equivale a guidare una macchina per 10 Km, mangiare una porzione di cioccolato o mandare 800 mail.

«Quando abbiamo confrontato il ciclo di vita di ciascuna modalità di viaggio, tenendo conto del carbonio generato dalla fabbricazione, dall’alimentazione e dallo smaltimento del veicolo, abbiamo scoperto che le emissioni derivanti dall’andare in bici possono essere oltre trenta volte inferiori per ogni viaggio rispetto a quelle derivanti dal guidare un’auto a combustibili fossili e circa dieci volte inferiori in confronto a quelle provocate dalla guida di un’auto elettrica», scrive Christian Brand, dottore del dipartimento di Oxford. «Stimiamo inoltre che i residenti urbani che sono passati dall’auto alla bici per un solo viaggio al giorno abbiano ridotto la loro impronta di carbonio di circa mezza tonnellata di CO₂ nel corso di un anno, risparmiando così le emissioni equivalenti a un volo da Londra a New York. Se un residente urbano su cinque cambiasse per sempre il proprio comportamento di viaggio in questo modo, le emissioni di tutti i viaggi in auto in Europa si ridurrebbero di circa l’8%».

Alla luce di ciò, gli “spostamenti attivi” si rivelano essere una preziosa risorsa per abbattere le emissioni, e per combattere i draghi famelici senza bisogno di strimpellare con pentole e cannonate.

 

Ma ad esempio, cosa dice la normativa a proposito delle bici elettriche?

Il Codice della Strada garantisce alcune agevolazioni per le e-bike, ad esempio l’uso senza casco o patente, tuttavia le bici a pedalata assistita devono avere dei requisiti precisi, come un motore fino a 0,25 kW e la disattivazione automatica a 25 Km/h. I modelli più potenti sono equiparati ai ciclomotori, quindi sono legali ma devono avere la targa, la carta di circolazione, un’assicurazione RC Moto, uno specchietto retrovisore e bisogna pagare il bollo. Per portali serve la patente B, altrimenti a partire da 14 anni d’età si può prendere il patentino AM, con il quale portare bici elettriche e ciclomotori con potenza massima fino a 4 kW, velocità non oltre 45 Km/h e motore con cilindrata fino a 50 cc

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