"Chi costruisce muri, chi mulini a vento"

Breve storia dell’eolico e della Giornata del Vento

Riccardo Fioroni

Riccardo Fioroni

Curioso di natura, mi piace tutto quello che non conosco. Unica eccezione le assicurazioni, di cui scrivo e di cui sono appassionato, pur conoscendole!

In arabo, vento si dice ruh, e la stessa parola significa anche respiro e spirito.

 

Ruach in ebraico, e comprende anche l’idea di creazione e divinità, di potenza e fonte di vita, di passione. 

 

In greco pneuma, termine il quale, oltre al vento, serve a designare il soffio di vita, il respiro, o anemos, che vuol dire anche “anima” e indicava le incarnazioni mitologiche dei quattro venti cardinali, gli “Anemoi”.

 

Il vento da sempre è inteso, insieme all’umidità dell’acqua, come una delle fonti primordiali della vita umana, che l’hanno generata e che l’hanno sospinta ad evolversi.

 

Un elemento importante che da sempre ha affascinato l’essere umano, che come con il fuoco, ha poi imparato a governarlo per crescere ed evolversi.

 

Imbrigliare il vento ovviamente è impossibile, ma l’uomo ha saputo sfruttare nei millenni la sua forza per trarne i migliori vantaggi possibili.

 

 

Il Medio Oriente è stata la culla dei primi tentativi di usufruire dell’energia eolica, con l’origine di alcuni mulini a vento a pale rettangolari che nell’odierno Seistan, tra l’Iran e l’Afghanistan, sono ancora visitabili e sono datati intorno all’VIII secolo, ma ci sono testimonianze che nella Mesopotamia, ci fossero rudimentali mulini già nel 2000 a.C.

 

Successivamente Erone di Alessandria nel I secolo d.C. studiò il vento per crearne energia; è il caso dell’Eliopila, primo tentativo di usare il vapore per creare energia elettrica, e dell’ideazione di un organo meccanico azionato dalla circolazione dell’aria, di cui non è però pervenuta traccia.


Come quasi tutte le idee del mondo, anche questa è passata al vaglio della cultura cinese, che ne ha creato dei prototipi di motore eolico intorno al 1200.


In Europa i primi mulini vengono costruiti nel 1100,  ma è nel 1800 che l’eolico vedrà passi fondamentali, grazie all’invenzione della dinamo da parte del belga Gramme, e con le sperimentazioni dei diversi modelli di turbina del professore scozzese James Blyth.
Sempre nel XIX secolo, in America viene costruita la prima turbina eolica.

 

L’eolico sarà una delle tecnologie chiave per la ripresa economica: contribuirà a creare milioni di posti di lavoro, a fornire energia rinnovabile a prezzi più accessibili e a provvedere ad una sensibile riduzione delle emissioni di CO2, attraverso tecnologie e infrastrutture sempre più avanzate e resilienti.


Per questo, nel 2007 in Europa e poi nel 2009 in tutto il mondo, è stata istituita, il giorno 15 di Giugno, la Giornata Mondiale del Vento (Global Wind Day), la campagna di sensibilizzazione internazionale dedicata all´eolico promossa da GWEC e WindEurope.

 

Un appuntamento che mira a celebrare uno dei fenomeni atmosferici più affascinanti, sensibilizzando l’opinione pubblica sul tema dell’adozione di nuove politiche energetiche nel nostro Paese e sul potenziale occupazionale nel settore eolico.


La Giornata Mondiale del Vento beneficia in Italia del patrocinio del Ministero dell’Ambiente, di quello per i Beni e le Attività Culturali e della prestigiosa adesione della Presidenza della Repubblica.

 

Nonostante sia una realtà da poco nata, si sta già pensando anche allo smaltimento delle pale eoliche giunte a fine vita.
È un argomento ancora molto prematuro, è vero, ma comunque già si sta affrontando anche questa tematica, proprio per essere pronti nel prossimo futuro a volgere il tutto in opportunità e ad essere ancora più sostenibili in ogni aspetto di questo business.

 

Il vento e le altre energie rinnovabili aprono la strada ad un futuro pienamente sostenibile, per uno sviluppo più rispettoso dell’ambiente e a misura d’uomo.

 

L’obiettivo è arrivare nel 2050 a soddisfare un terzo del fabbisogno energetico mondiale!

 

Avanti tutta con il vento in poppa!…😜

 

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