IL CAFFE’ DI MURPHY

Piccolo focus sulla “Legge” che tutti temono

Riccardo Fioroni

Riccardo Fioroni

Curioso di natura, mi piace tutto quello che non conosco. Unica eccezione le assicurazioni, di cui scrivo e di cui sono appassionato, pur conoscendole!

Vado al bar, arrivo al banco e una cameriera, che però è un po’ di fretta, mi chiede cosa prendo:

-Salve, mi fa un caffè shakerato per favore?

-Guarda non lo facciamo! Se vuoi posso farti o un cappuccino di soia o al ginseng!

-Al ginseng va bene, grazie!

-Ehm senti, il cappuccino posso fartelo normale perché non so come funziona la macchinetta del ginseng?

-Beh…ok!

Mi fa il cappuccio normale, ma per la fretta, le cade la caraffa con il latte… Il proprietario è una statua di sale, immobile. Chissà quante cose gli sono passate per la mente…

-Senti scusa ma…

-Caffè, caffè normale va benissimo grazie.

Mentre vado via mi viene come un flash…
“Com’era quella legge, che se una cosa può andar male, lo farà?” Eh, più di così…

E mentre rimuginavo sul mio mancato caffè shakerato, ripenso a quella legge, che altro non è che quella di Murphy. Un insieme di paradossi pseudo-scientifici dai tratti spiccatamente ironici, che delineano dei momenti particolarmente disagianti della nostra quotidianità: dal semaforo che quando hai fretta diventa rosso, al toast che cade sempre dal lato con la marmellata, concludendo con la fila…quando sei in fila, la tua si blocca, matematicamente  sempre, e le altre (che erano più lunghe) scorrono più velocemente…

Ah, e ovviamente, quando vuoi il caffè shakerato ma devi arrangiarti…

Comunque, per un po’ di tempo soprattutto in adolescenza ho pensato sempre un po’ al potere quasi mistico di questi postulati. E’ tutto vero!! Se una cosa può andar male effettivamente lo farà! Ma come lo sanno questi, sono tipo stregoni, sciamani con delle maschere in faccia?

In realtà la stregoneria c’entra ben poco, e l’origine di queste frasi umoristiche è da ricercare in Edward Aloysius Murphy, militare dell’United States Army Air Cops, uno degli ingegneri degli esperimenti del razzo su rotaia del 1949, per verificare quanto il corpo umano riuscisse a sopportare violente accelerazioni, e dopo l’esperimento Murphy disse “ Se ci sono due o più modi di fare una cosa, e uno di questi può condurre alla catastrofe, allora qualcuno la farà in quel modo”.
La frase fu riadattata poi dal medico militare John Paul Stapp, ma la sua diffusione è dovuta all’umorista Arthur Bloch che le ha applicate al quotidiano, scrivendo tantissimi libri a riguardo.

Nella forma in cui è conosciuta oggi, la Legge di Murphy e i vari postulati sono un qualcosa in cui è facilissimo essersi ritrovati almeno una volta nella vita, ed è per questo che è anche facile credere che la magia perseguiti tutti noi, essendo condannati a vivere una vita di “sfighe”.
In realtà, è tutto molto relativo, e la base di questa frase è tutto fuorché magica.

Il colonnello Stapp ha filmato una decelerazione in una delle sue 29 corse con la slitta a razzo. In uno di questi esperimenti, si è rotto i polsi, fratturato le costole, ha ricevuto una commozione cerebrale e molto altro... Eroicamente continuava a tornare per altri test, non volendo chiedere a nessun altro.

L’assunto della Legge si può ridurre al minimo termine in un fatto statistico matematico: per quanto improbabile sia un evento, entro un numero tendente all’infinito di occasioni, esso finirà con alta probabilità per accadere.
Il fatto che qualcosa sia improbabile, non significa che non può verificarsi già nel corso dei primi tentativi se non a distanza di breve tempo.
I postulati hanno uno scopo caricaturale che “distorce” la realtà, facendola sembrare più semplice di quanto non sia; senza contare che nella maggior parte dei casi, può succedere che siano proprio dei nostri atteggiamenti a favorire l’accadimento di un evento sfortunato.

Prendiamo come esempio la situazione in cui, “Se vado di fretta beccherò sicuramente un semaforo rosso”
E’ vero. Ma non perché sei la reincarnazione di Paperino, piuttosto perché quando guidiamo senza ritardo procediamo ad una velocità regolare ed è più facile individuare l’onda verde, mentre con la fretta acceleriamo e becchiamo un rosso. Anzi, gli incroci sono fatti di semafori e attraversamenti pedonali, così la probabilità di trovare un rosso è circa 2 su 3…   

 

“A Roma non passa mai un autobus poi ne arrivano tre di fila”, è esatto! Ma anche qua nessuna macumba che qualche stregone cattivo ti ha gettato addosso da bambino. I bus partono dal capolinea a intervalli regolari, ma il primo sosta più a lungo alla fermata per far salire la prima ondata di persone. Il secondo invece si fermerà meno e andrà in coda al primo. Nel giro di poche fermate, si accorcia la distanza e quando c’è molto traffico, si aggiungerà anche il terzo.

Di base, una spiegazione di costume o di effettivo calcolo matematico si può ritrovare per ogni casistica, quindi sulla probabilità di accadere o meno; l’unica cosa che aggiunge in più la Legge, è un pizzico di ironia che ci accomuna un po’ tutti. Perché sfido chiunque a non essersi ritrovato a fare i conti con questa temibile Legge!


E la prossima volta, il caffè me lo faccio a casa!

 

Visto che non parliamo di sfortuna, ma ormai sappiamo che un evento potrebbe accadere in qualunque momento, perché non tutelarsi con una bella polizza e stare sereni da qualunque Legge, postulato o mago?…

Qui sotto troverai tutte le nostre offerte👇

Articoli recenti

vento

“Chi costruisce muri, chi mulini a vento”

E’ stato istituito un giorno in cui l’energia eolica viene celebrata con eventi organizzati in tutto il mondo nei quali circolano informazioni sul suo potere, sulle possibilità che offre e sul suo contributo per la salute dell’ambiente.
Il 15 Giugno è stato ufficialmente dichiarato il GLOBAL WIND DAY.

Read More »

99books : L’arte della Vittoria. di P. Knight

Giovane, curioso, fresco di laurea in economia, Phil Knight prende in prestito cinquanta dollari dal padre e crea un’azienda con un obiettivo semplice: importare dal Giappone scarpe da atletica economiche ma di ottima qualità. Vendendole dal bagagliaio della sua macchina, nel 1963, il primo anno di attività, Knight incassa ottomila dollari. Oggi le vendite della Nike superano i trenta miliardi di dollari all’anno.
In un’epoca di start-up, la Nike di Knight è la pietra di paragone, e il suo swoosh ben più di un semplice logo. Simbolo di grandezza e leggiadria, è una delle poche icone riconosciute istantaneamente in ogni angolo del mondo.
Un libro di grande ispirazione da cui poter trarre numerosi insegnamenti di vita. L’arte della vittoria.

Read More »