Il futuro è già qui: Uber e i Taxi volanti

Riccardo Fioroni

26 Gennaio 2021

Il futuro è tanto ignoto quanto affascinante. Quando all’inizio del 1900 la gente si interrogava su come potesse essere la società del Duemila, la dipingevano con persone che camminavano sull’acqua aiutate da ruote simili a piccoli mulini, coppie di treni che avrebbero trainato la nostra casa nel luogo delle vacanze, visori per vedere attraverso i muri e mega dirigibili che avrebbero portato in giro le persone.

 

Quello del volo è un sogno che ha sempre eccitato l’essere umano, e se bisognava pensare al progresso, a qualcosa di clamoroso, si pensava sempre alla capacità di volare. Nel 1903 i fratelli Wright diedero forma a quel sogno, e da lì si è cercato sempre di più di rendere il volo qualcosa di possibile e fattibile.

 

Ma anche qualcosa di futuristico. Alzi la mano chi pensando ad una “città tipo” del 2100, non la immagina con macchine volanti che sbucano da una parte all’altra degli edifici. La nuova sfida infatti per l’uomo, non è più quella di rendere il volo possibile, ma di renderlo una cosa quotidiana, non circoscritta al solo viaggio in aereo.

 

Uber negli ultimi anni ha pensato di venire incontro alla fantasia e all’utile. La società nata nel 2009,è definita come una delle rappresentanti dell’economia collaborativa, ed è presente in 77 nazioni e 616 città in tutto il mondo. Il suo funzionamento è semplice: l’app fa sì che il guidatore della macchina messa a disposizione su Uber possa mettersi in contatto con i passeggeri, così da andare a prenderli e fare il tragitto stabilito, come fosse un car-sharing.

 

Come dicevamo, Uber aveva dichiarato nel 2018 di voler sviluppare la sua linea di taxi volanti, con primi voli dimostrativi nel 2020 e voli commerciali nel 2023. Negli ultimi anni molte compagnie hanno sondato questo campo: già nel 2017 a Berlino faceva un volo dimostrativo il “Lilium Jet” mentre sempre nel 2018 faceva il primo volo il taxi volante di Airbus.

 

Il valore di questo mercato, nei decenni a venire, è stato stimato dalla banca d’investimento Morgan Stanley da un minimo di 1.400 fino a più di 3mila miliardi. La Hyundai stima che in particolare nelle aree metropolitane più congestionate, potrebbero esserci qualcosa come 25mila veicoli volanti. Proprio la Hyundai ha avviato una collaborazione con Uber per sviluppare la propria linea di taxi volanti, svelando i primi prototipi al CES di Las Vegas.

 

Il prototipo ha una cabina ovale con una dozzina di rotori orientabili, velocità di crociera a 300 Km/h, volerà a 300-600 metri dal suolo con un’autonomia di 100 Km/h e la ricarica della batteria che avviene in 5-7 minuti.

 

Uber ha già stretto vari accordi con alcune compagnie per lo sviluppo di questa nuova realtà dello spostamento cittadino, in ultimo, la sua divisione di taxi volanti è stata venduta alla compagnia aerospaziale Joby Aviation, dove Uber stessa ha investito più di 100 milioni. L’accordo permetterà alla compagnia aerospaziale di usare Uber come app, e a Uber invece risparmierà milioni che sarebbero andati spesi per sviluppare il progetto autonomamente.

 

Il futuro sembra riservarci cieli delle nostre città solcati da macchine volanti. Uber come tante altre compagnie, stanno sviluppando quello che fino a qualche tempo fa era una fantasticheria, ma che potrebbe prendere piede a breve.
I primi voli dimostrativi già sono stati fatti, si pensa già a come diffondere in larga scala sia commerciale che per trasporto privato la divisione dei “taxi volanti”.

 

Nel 1900 avevano fantasticato, tutto sommato non andandoci troppo lontani. Visto che stiamo realizzando molte delle ipotesi dei nostri bis bis bis nonni, se noi dovessimo immaginare il 2100? Come potrebbe essere?

Mentre ci pensi, è bene ricordare che immaginare il futuro è bello, ma è sempre meglio farlo con i piedi ben saldi a terra! Hai già visto qualche polizza che può fare al caso tuo nel nostro sito?

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