La Primavera degli NFT: Rivoluzione o bolla speculativa?

Riccardo Fioroni

6 Aprile 2021

Leonardo Da Vinci da qualche tempo detiene la Palma per “l’Opera più costosa al mondo”. Il suo “Salvator Mundi” è stato valutato 450 milioni e brucia di parecchio “Nafea faa ipoipo” di Gauguin che rimane staccato a 300. La parte difficile nel mondo dell’arte, è quella di dare un prezzo alle cose. Parliamo di oggetti che acquisiscono un valore, essi stessi diventano simboli di movimenti o di tendenze del momento.

 

E quindi la differenza tra prezzo e valore poi, quale diventa?

Soprattutto nelle aste, spesso è la passione dell’acquirente a far lievitare un prezzo, per collezioni private o museali.

Ultimamente è l’unicità delle opere a decretarne un valore significativo e il loro non poter essere riprodotte. Effettivamente l’idea di avere un vero e proprio “Pezzo Unico” è una prospettiva golosa, che sta maturando con gli NFT, i cosiddetti Non Fungible Token, che sono diventati il pezzo d’arte del momento.

 

Ma cosa sono di preciso?

Soffermiamoci sul significato del termine “fungibile” e del suo contrario per capire di cosa stiamo parlando: un bene fungibile è un’unità scambiabile con un’altra del medesimo valore, ad esempio una banconota da 5 Euro. Al contrario, un elemento infungibile è dotato di un sua specifica individualità economico-sociale che non ne consente la sostituzione con un altro. Dunque, un token non fungibile è di per sé unico nel suo genere.

Gli NFT hanno cominciato a diffondersi nel 2017 quando lo studio canadese Dapper Labs diede vita a un vero e proprio trend con un gioco chiamato “CryptoKitties”, che sfruttando la blockchain Ethereum, consentiva di acquistare, allevare e rivendere gattini virtuali unici (con caratteristiche genetiche proprie) e di proprietà dell’utente, che avevano un valore che si adattava all’andamento del mercato (Nel 2018 uno di questi gattini fu venduto per 140mila dollari), arrivando a un giro d’affari da 19,6 milioni di dollari.

Ma cos’è una Blockchain?
Una tecnologia di condivisione che funge da “registro digitale”, che consente la conservazione e la trasmissione di informazioni o transazioni. Nota soprattutto per i Bitcoin, viene anche utilizzata in numerosi altri ambiti.
Per quanto riguarda il funzionamento degli NFT, la tecnologia blockchain utilizzata è la medesima di quella dei Bitcoin. Diversamente dalle criptovalute, però, gli NFT non possono essere scambiati direttamente tra loro. Questo perché, come già spiegato, non esistono due token non fungibili identici, cui corrisponda il medesimo “valore”.

Numerosi sono gli attributi degli NFT:

  • Sono indivisibili, non possono cioè essere suddivisi in denominazioni più piccole ed esistono dunque unicamente come oggetto intero.
  • Sono indistruttibili: i dati dei token non fungibili, essendo archiviati sulla blockchain tramite smart contract, non possono essere distrutti né rimossi.
  • Ed infine sono verificabili: le opere d’arte digitali, ad esempio, possono essere ricondotte al loro creatore e dunque autenticate senza alcuna esigenza di verifica da parte di terzi.

 

Qualsiasi tipologia di media può essere un NFT, dalla musica ai video, opere d’arte, foto, gif e meme, che una volta acquistati rimangono liberamente in rete, ma i suoi diritti diventano dell’acquirente, perciò il token è una certificazione del media, non l’opera in sé, e ne conferiscono i diritti che avrebbe un’opera vera a tutti gli effetti.

Ad oggi il mercato degli NFT ha raggiunto quota 120 milioni di dollari, e l’11 Marzo è stata venduta all’asta da Christie’s un’opera di un’artista digitale chiamato Beeple per 69 milioni di dollari, che lo ha reso il terzo artista vivente più quotato al mondo dopo Koons e Hockney. Un collage di 5000 “quadri digitali” che è la prima opera NFT venduta dalla famosa casa d’aste e segna il “debutto” di un oggetto digitale nel circuito tradizionale dell’arte. Sono stati venduti poi il primo Tweet della storia per 3milioni e la GIF del Nyan Cat per mezzo milione.

Si urla alla “bolla speculativa” perchè ad oggi, tantissime aziende stanno investendo negli NFT, dall’NBA passando per la robot-pittrice che mette all’asta quadri NFT a 600.000 dollari, passando anche per aziende alimentari.

La famigerata Pringles, sull’onda anche di Pizza Hut e Taco Bell che hanno venduto NFT di loro prodotti anche per 8.000 dollari, ha fatto uscire un “gusto” speciale dedicato a questo nuovo mondo, il Crypto Crisp, e ne esistono 50 confezioni disegnate dall’artista Vasya Kolotusha, che verranno battute all’asta su un sito chiamato Rarible.
Chi li acquista, otterà un video MP4 1080×1080 di un tubo che gira su se stesso…. 

 

Suggestione o vera e propria nuova frontiera dell’arte?

 

 

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