Storia delle città che cambieranno grazie ad un'eruzione vulcanica…

Riccardo Fioroni

Riccardo Fioroni

Curioso di natura, mi piace tutto quello che non conosco. Unica eccezione le assicurazioni, di cui scrivo e di cui sono appassionato, pur conoscendole!

La bicicletta è un mezzo utilissimo per lo spostamento nelle sempre più trafficate metropoli, e mai come in questi ultimi anni le richieste per i mezzi a due ruote sono aumentate esponenzialmente.


Anche Roma si sta adeguando a questa “urbanizzazione umana” in cui la città diventa più vivibile e a misura del cittadino, e da città con un bassissimo tasso di ciclisti (nel 2010 erano lo 0.4%), siamo arrivati ad una città che srotola nel suo comune, qualcosa come 189 percorsi ciclabili di svariati kilometri ognuno, oltre al progetto del GRAB, il Grande Raccordo Anulare per Biciclette.


Fino a qualche anno fa Roma era la seconda città più pericolosa per i ciclisti dopo Bogotá e davanti di poco a Torino e Lisbona; tuttavia il contesto pandemico ha accelerato un processo inevitabile, quello di ridisegnare l’urbanistica romana a favore del singolo, che deve avere l’opportunità di usufruirne per rendere il più agevole possibile la micro-mobilità, ovvero la percorrenza di distanze brevi in città che in media si traducono in 5 Km.


Benché i percorsi ciclabili del centro, soprattutto quello sul Tevere lungo 34,8 Km, siano quelli più suggestivi, anche in periferia ci sono tantissimi percorsi lunghi e dai più disparati dislivelli che si offrono per tranquille pedalate o per percorsi sportivi stimolanti.


La mappa di tutti i percorsi ciclabili romani, si può trovare qui https://www.piste-ciclabili.com/comune-roma

 

 

Il barone Karl Von Drais e la sua invenzione

 

E mentre vi godete la bellezza di Roma, vi potreste chiedere: Ma com’è nata la bicicletta?

 

Nel 1816 un barone, Karl Von Drais, per venire incontro al bisogno di cavalli che morivano di inedia per la scarsità dei raccolti dovuti all’eruzione del vulcano Tambora che generò un anno senza estate, ebbe l’idea di aggiungere uno sterzo a due ruote tenute da un asse di legno, e venne chiamata “Draisina”.


In Francia, nel 1791, si parlava già di un certo “celerifero”, molto simile alla Draisina, che però nasceva con un altro intento: mentre l’invenzione del tedesco era pensata come un vero e proprio mezzo, il celerifero era più un supporto per camminare più velocemente dandosi la spinta con i piedi e stando seduti su questo asse con due ruote.


La Draisina poteva raggiungere i 13 Km/h. Divenne anche l’ideale per raggiungere borghi di montagna, e portare beni di prima necessità a chi rimase bloccato dal disastro naturale.


Da li fu un’escalation.

 

 

In Francia si perfezionò e diventò biciclo, iconico con la ruota anteriore gigante, e diventò una bicicletta come la conosciamo oggi grazie a John Starley, che a Coventry nel 1884 creò la “Rover”, la prima biciletta di sicurezza con catena e pneumatico che aumentava non di poco il comfort.

 

Nel 1896 durante l’importante fiera dello Stanley Cycle Show a Londra, il produttore di biciclette Humber esibì il primo mezzo a due ruote elettrico commerciale, con delle batterie che alimentavano la ruota posteriore, ed erano collegate al manubrio.


Nell’anno 1888 invece la ditta del Sig. Boyd Dunlop brevettò il primo pneumatico con camera d’aria, gonfiata a pressione e con involucro di tela e strisce di gomma.


Questo brevetto, applicato alla Rover Safety, rese più agevole l’uso della bici sulle strade accidentate di allora.


L’utilizzo della bici conobbe un impulso ed una maggiore diffusione, e grazie anche al calo dei prezzi, diventò più accessibile ed alla portata di tutti.


L’ultimo step tocca agli americani, che negli anni ’60 alleggeriscono le biciclette e le rendono da corsa e fuoristrada, adattandole a qualunque tipo di terreno.


Un’ evoluzione partita per un’evenienza, che poi con il tempo è diventato un mezzo di pratico spostamento, fino a diventare un caposaldo del rinnovamento della mobilità cittadina.

 

Questa storia non vi ha messo un po’ di voglia di pedalare?…

A noi tantissima, infatti ci facciamo una polizza bici con 99bros e ci mettiamo subito in sella!

 

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