"L’uomo bicentenario è solo un film?"

Prove generali per la ricerca di una vita sempre più lunga

Riccardo Fioroni

Riccardo Fioroni

Curioso di natura, mi piace tutto quello che non conosco. Unica eccezione le assicurazioni, di cui scrivo e di cui sono appassionato, pur conoscendole!

L’uomo da sempre ha come grande nemico la morte.

 

Non sapere cosa lo aspetta dall’altra parte, è un argomento misterioso quanto affascinante, che prima o poi ci colpisce tutti, magari una notte mentre chiacchieriamo con qualcuno, o mentre aspettiamo che la lavatrice finisca il suo ciclo di lavaggio…

 

Posto davanti alla mortalità, l’uomo sin dai tempi antichi ha cercato, tra i simboli e gli astri, le risposte alla sua condizione umana, ed ecco quindi che in tutte le popolazioni del mondo figura sempre una “Fonte della Giovinezza”, o un “Elisir di Lunga Vita”, che era ricercato nell’ambito alchemico insieme alla Pietra Filosofale perché entrambi avrebbero permesso all’uomo di essere immortale e di avere infinite quantità di oro.

 

Nell’Antica Cina si pensava che il cinabro e la giada potessero allungare la vita, mentre in India si pensava che l’amrita, acqua della vita sgorgata dal mare grazie a Vishnu, potesse conferire loro forza e invulnerabilità.

 

I Greci confidavano negli ermetisti, precursori degli alchimisti medievali e nella ricerca dell’ambrosia, nettare divinizzante, mentre gli arabi, attraverso l’utilizzo di alambicchi e forni, distillavano oli essenziali, che servivano a creare varie panacee alle malattie, erano a base alcolica e sono diventate la base di molte conoscenze botaniche e officinali anche in Europa.

 

Insomma, l’uomo ha sempre cercato di rincorrere la sua stessa vita, cercando di rimandare sempre di più la sua naturale fine.

 

“Il mantello dura in eterno, fornendo una disillusione costante e impenetrabile, quali che siano gli incantesimi che gli vengono scagliati contro”.

Sicuramente, il miglioramento del tenore di vita con i millenni ci ha aiutato, e l’evoluzione della medicina degli ultimi decenni ha portato sempre più consapevolezza su come, avere certi atteggiamenti e abitudini, può contribuire ad allungare la nostra vita.

 

Non stiamo parlando di magie e liquidi alchemici, tuttavia la medicina rimane un mondo affascinante ed in continua evoluzione che vale la pena sondare per quanto riguarda lo spinoso argomento della vita.

 

Oggi, l’aspettativa di vita di una persona è di, più o meno, 80 anni, solitamente 5-6 anni in più per le femmine. Ma con possibili sorprese

 

Recentemente, alcuni scienziati a Singapore hanno sviluppato un’app per iPhone che stima con precisione l’invecchiamento biologico

 

E’ emerso che l’aspettativa di vita ha la capacità di essere quasi il doppio di quella attuale, quasi 150 anni.

 

I risultati si basano su campioni di sangue di centinaia di migliaia di persone negli Stati Uniti e nel Regno Unito.

 

Lo strumento, chiamato DOSI, utilizza l’intelligenza artificiale per elaborare la resilienza del corpo, e la sua capacità di riprendersi da lesioni o malattie. 

 

DOSI, che sta per indicatore di stato dell’organismo dinamico, tiene conto dell’età, delle malattie e degli stili di vita per fare le sue stime.

 

“Il calcolo della resilienza basato sui flussi di dati sull’attività fisica è stato implementato nell’app GeroSense per iPhone”, afferma in un comunicato stampa il primo autore dello studio, il dott. Tim Pyrkov della società di biotecnologie Gero con sede a Singapore.

 

Se le tendenze positive e salutari di una persona si mantengono nella vecchiaia, l’app rileva che una perdita completa della resilienza del corpo umano non si verificherà fino a circa 120-150 anni!

 

Lo studio, apparso sulla rivista “Nature Communications”, includeva anche dati sul conteggio dei passi di circa 4.500 adulti americani.

 

Il dottor Alessandro Gasbarrini, Direttore del reparto di Chirurgia vertebrale a indirizzo oncologico e degenerativo, è il “papà” delle vertebre 3D in titanio.

In che modo gli scienziati possono spingere ulteriormente la durata della vita?

 

I ricercatori ritengono che le cellule senescenti (altresì dette “zombi”) siano la chiave per una sorta di “elisir di giovinezza”. 

 

Sono cellule viventi che però si riproducono con più fatica rispetto alle nuove cellule e hanno una connessione con tutto, dall’artrite al morbo di Alzheimer. 

 

Capire come intervenire su queste cellule, potrebbe essere il prossimo passo per un ulteriore allungamento della vita dell’essere umano, che ha iniziato ad operare anche con le stampanti 3D per assicurare una maggiore efficacia in interventi delicati che potrebbero sfiancare il corpo umano.

 

E’ il caso dell’Ospedale Rizzoli di Bologna, dove per curare i danni di tumori maligni, si innestano protesi create con stampanti 3D, ed è stato preso un esempio in un reparto di oncologia vertebrale, in cui il direttore di Chirurgia, Alessandro Gasbarrini, ha mostrato a “Le Iene” il suo progetto con cui, rimuovendo un tumore invasivo che va a colpire la colonna vertebrale, va a rimettere nella zona una protesi in carbonio che può permettere una guarigione e una riabilitazione più rapida al paziente.

 

La medicina si sta muovendo verso questa importante sfida, quella di rendere la vita dell’uomo sempre più lunga.

 

E’ una rincorsa folle, o ci sono cose su di sé che l’uomo può e deve ancora scoprire?…

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