You “BIT”?

PayPal, gli stablecoin e le criptovalute in generale

Riccardo Fioroni

Riccardo Fioroni

Curioso di natura, mi piace tutto quello che non conosco. Unica eccezione le assicurazioni, di cui scrivo e di cui sono appassionato, pur conoscendole!

 

E’ di questo periodo la notizia che PayPal, colosso dei servizi di pagamento digitali, starebbe valutando l’ipotesi di lanciare uno stablecoin da utilizzare all’interno dei suoi sistemi di pagamento.


La domanda viene naturale: cos’è uno stablecoin?


E’ presto detto, è un particolare tipo di criptovaluta, ovvero una valuta virtuale che si genera e scambia solo digitalmente.

 

Ma facciamo una piccola introduzione per spiegarne la funzione.


Le criptovalute sono utilizzabili solo da chi ne conosce il codice criptato, e il passaggio da un possessore all’altro è una transazione che avviene su una blockchain, una sorta di “registro digitale” in cui vengono salvati tutti i movimenti che riguardano le criptovalute.
Le persone che fanno queste transazioni solitamente hanno due codici, uno che serve per ricevere le criptovalute, e un altro che serve per decodificarle, una sorta di “autorizzazione”.

 

Benché si parli dal 1989 di queste valute digitali, è solo dal 2009 che queste hanno catalizzato l’attenzione, con l’avvento di Bitcoin, che ancora oggi è una delle criptovalute più diffuse e scambiate.

 

Ma sarebbe un errore pensare che sia l’unica esistente: in realtà ce ne sono più di mille! Chiaro, con alterne fortune, ma ce ne sono comunque alcune altre che hanno avuto una larga diffusione.
Ad esempio il Litecoin, che ha il pregio di avere transazioni più veloci e non necessita di apparecchi avanguardistici per estrarre le criptovalute.
O ancora gli Ethereum, la seconda criptovaluta per capitalizzazione del mercato, passando anche per alcune relativamente giovani come Zcash, nata nel 2016.

Il mondo delle criptovalute è davvero grande, e sembra destinato ad ampliarsi sempre più.


E gli stablecoin in questo mondo, cosa sono?
La premessa importante da fare è che quando si parla di criptovalute si sente spesso dire che sono “un investimento” piuttosto che una vera e propria “valuta di pagamento” perché il loro prezzo è sensibile a enormi variazioni, e potrebbero ad esempio valere molto di più di quando sono state inviate.  

 

Gli stablecoin sono nati per andare incontro a queste oscillazioni, e quindi come dice il nome, hanno un valore stabile perché vincolato a un mezzo di scambio stabile, come può essere una “moneta fiat”, ovvero  una valuta nazionale non ancorata al prezzo di una materia prima come oro o argento; come ad esempio il dollaro, con Nixon che nel 1971 soppresse la convertibilità tra dollaro e oro.

 

 

In un gergo fumettistico, gli stablecoin visti dal lato dei Bitcoin sarebbero i cattivi dei fumetti, infatti sono definiti “AntiBitcoin”.


Questa particolare criptovaluta non si ancora solo ad una valuta fiat, ma a qualunque mezzo di scambio attendibile, come un’altra valuta o una commodity, ovvero materie prime che possono essere un oggetto fondamentale di scambio internazionale.


Per gli stablecoin ancorati a valuta fiat per esempio (che potrebbe essere il caso di PayPal), viene raccolto capitale nella valuta a cui ancorarlo e viene depositato in un’entità terza che certifica il sistema; vengono quindi emessi i token e distribuiti tramite exchange o vendita diretta. In pratica, un sistema centralizzato.

 

Secondo quanto riportato dalla stessa testata, il gruppo dei pagamenti digitali sarebbe in trattativa con Avalanche, un protocollo completo per la finanza decentralizzata, che offre scambio di valore, smart contract, creazione di token e NFT all’interno di blockchain intercomunicanti.


Un progetto nato nel 2020 e molto ambizioso, che punta ad offrire tutte le funzionalità del mondo della DeFi (decentralized finance) in un solo progetto e con un’interfaccia unica.
E viste le tantissime transazioni che dovrebbe gestire PayPal, un’interfaccia unica, facile e che può rendere i prezzi contenuti, è un’ottima prospettiva.

 

Potrebbe essere la scelta giusta per PayPal? Il tempo ce lo dirà!

 

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